"Te lo leggo negli occhi" - Reportage su mia madre
"Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è".
Questa citazione, tratta dal Macbeth di William Shakespeare, racchiude appieno lo spirito, in questo caso, di un non vedente che non si ferma davanti a nulla, che dalle difficoltà coglie nuovi stimoli ma soprattutto nuovi modi per affrontare la realtà, eliminando completamente quel gap fisico che li divide da noi normodotati.
Pulire casa, cucinare, fermarsi per un attimo di relax ed accendersi una sigaretta. La normalità appunto di moltissime persone. Annaffiare le piante del balcone, leggere una ricetta prima di una cena con gli amici ed uscire con il proprio compagno per una passeggiata in bicicletta. Queste azioni quotidiane, normali e se vogliamo banali possono tramutarsi in piccole vittorie giornaliere se a compierle è appunto un cieco che pur di mantenere la propria autosufficienza affronta costantemente piccoli e grandi ostacoli.
Il mio lavoro fotografico è stato quello di seguire mia madre, ipovedente dall'età di 24 anni a causa di una malattia alla retina, nelle sue quotidiane azioni casalinghe, ma non solo. Le fotografie la ritraggano al lavoro nel nuovissimo laboratorio di ceramica, inaugurato il 29 novembre a Foligno, nonché durante una sua visita al Museo Tattile "Omero" di Ancona, museo appunto abilitato solo per i Non vedenti. "Te lo leggo negli occhi" è il titolo della mostra che ho avuto il piacere di presentare, insieme al collaboratore nonché amico Massimiliano Castellani dell'Avvenire.
Protagoniste le mani che si sostituiscono agli occhi nelle azioni di tutti i giorni: il risultato finale è lo stesso ma è come lo si produce che rende grandi anche i piccoli gesti.
Alessio Vissani